Instabook, arriva l’app per scovare i libri

Alzi la mano chi non si è mai trovato nella situazione di pronunciare una citazione letteraria e avere sulla punta della lingua il libro da cui è tratta. Per uscire dall’imbarazzo, soprattutto se sfoderiamo piccole culturali in pubblico, possiamo affidarci a Instabook, un’app che individua rapidamente un libro a partire da un breve estratto.

app instabookTutto merito di tre ingegneri italiani, precisamente calabresi, Andrea Spostato, Ronny Meringolo e Angelo Ragusa che nel 2012 hanno creato Arandroid developers, un team di sviluppatori per i sistemi Android. Un azzardo? In un’epoca in cui, ahimè, i lettori diminuiscono un’applicazione basata essenzialmente sui libri e sulle citazioni potrebbe apparire rischiosa.

Oppure, viceversa, potrebbe aiutare a riscoprire il piacere della lettura, proprio partendo da quelle citazioni che oramai, anche inconsapevolmente, sono entrate a far parte del lessico quotidiano. Utilizzare Instabook è veramente molto semplice: una volta scaricata l’applicazione, bisogna inserire la frase che ci frulla nella testa nell’apposita casella di testo (dove è tra l’altro possibile indicare anche l’autore, se lo si conosce, in modo da avere una ricerca più circostanziata) e l’app caricherà in pochi istanti i risultati a seconda dei criteri, come l’anno e l’autore.

Verrà fuori un elenco di schede capaci di soddisfare la nostra curiosità letteraria. Sarà ovviamente possibile condividere sui canali social il risultato della nostra ricerca, salvare la citazione nella sezione ‘Preferiti’ e comprare immediatamente il testo su Google Play metti caso ci sia venuta voglia di leggerlo.

L’app è scaricabile già dallo scorso 31 ottobre sullo stesso Google Play, ovviamente in maniera del tutto gratuita, e in caso di un buon risconto di pubblico e critica successivamente potrebbe arrivare anche sui dispositivi iOS, naturalmente con nuove funzioni a disposizione. Insomma, come a dire che se la tecnologia vuole può aiutare, e anche molto, la diffusione della cultura. Anche di quella di carta, apparentemente tanto distanza dall’hi-tech. Un po’ come Shazam fa per la musica.

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