Lavoro e disoccupazione: gli ultimi dati dell’Istat

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Continuano a essere altalenanti i dati relativi all’occupazione nel nostro Paese. A settembre infatti la disoccupazione in Italia era salita fino all’11,7%, ma per effetto della maggiore propensione degli italiani a cercare lavoro. A ottobre è scesa all’11,6%, ma per la causa contraria: gli italiani si sono affannati poco nella ricerca.

Dati quindi rassicuranti solo in parte, quelli pubblicati il Primo dicembre dall’Istat. Se il tasso complessivo dei senza lavoro scende infatti di un decimo, la flessione è frutto soprattutto della crescita degli inattivi, i cittadini che si dichiarano indisponibili all’impiego, aumentati di 82mila unità (+0,6%). Un allontanamento dal mercato del lavoro che controbilancia la diminuzione degli occupati, 30mila in meno rispetto a settembre, portando giù il dato complessivo della disoccupazione.

La riduzione dei disoccupati, spiega l’Istat, è attribuibile alle donne, mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini, e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni.

lavoro e disoccupazioneUna nota nettamente positiva arriva invece per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, che continua la sua discesa e arriva al 36,4%, il livello più basso registrato dal 2012. Anche se, pure in questo caso, il calo è determinato soprattutto dall’aumento degli inattivi.

Questi dati di ottobre sono particolarmente importanti: si tratta del primo mese dell’ultimo trimestre dell’anno, quello che deciderà se l’Italia centrerà i suoi obiettivi di crescita per il 2016. E le indicazioni che arrivano dall’Istituto di statistica sono di un mercato del lavoro più debole rispetto a settembre.

Su base annua infatti il numero di italiani al lavoro continua a essere positivo, sono 22,7 milioni, 174 mila in più rispetto a ottobre del 2015 (+0,8%). Nel mese però, così come nel confronto tra trimestri, gli occupati hanno visto una lieve flessione, rispettivamente di 30 mila e 34 mila unità, un calo dovuto soprattutto alla componente del lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Da luglio l’economia italiana non è più riuscita a creare nuovo impiego, con il tasso di occupazione che torna al 57,2%. La conferma che con la fine degli incentivi sulle nuove assunzioni le aziende hanno smesso di allargare gli organici.

In lieve flessione a ottobre sono anche i disoccupati, 2,98 milioni, scesi di 37 mila unità rispetto a settembre, anche se in crescita di 38 mila unità su base annua. Ma quello che influisce di più sul dato complessivo della disoccupazione è il numero degli inattivi, le persone che non cercano impiego, uno storico punto debole del nostro Paese.

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